mercoledì 24 dicembre 2008

Il menu della Vigilia




Sulla tavola natalizia quello che per me non può mai mancare è una candela profumata o decorata. Oltre a fare atmosfera, credo che in certe occasioni abbia un significato simbolico doveroso e come il Natale cristiano reca un messaggio di luce e di pace, così il cero vuole appunto portare in casa un po' di luce e di positività. Pur mantenendo però una sostanza "finita" che si consuma, che piano piano scivola via, a ricordarci che il nostro tempo, per quanto bello e luminoso, ha pur sempre una scadenza.

Venendo alle ricette, quest'anno ho pensato ad un menu di pesce che rispettasse la regola aurea del crescendo di sapori, del climax organolettico. Secondo i grandi cuochi infatti ogni composizione culinaria dovrebbe prevedere un'alternanza di piatti che via via dipentano più sapidi e più ricchi. Così ho aperto con delle capesante al Grand Marnier su un letto di risotto all'arancia, ho poi continuato con dei gamberi alla griglia, quindi delle frittelle di pesce, il filetto di tonno rosso al sesamo e aceto balsamico, per concludere con i dolci tradizionali di Natale.

Capesante al Grand Marnier



Aprire con qualcosa di solare è quantomai in tema, così ho optato per una ricetta all'arancia, invernale ma molto colorata. La scorza d'arancia tagliata sottile e scottata in acqua bollente e zucchero dona infatti un bel tocco di colore al piatto e poi richiama il profumo del liquore e del risotto
Gamberetti alla griglia


Semplicissimi, veloci ma gustosi, i gamberetti alla griglia si preparano in un attimo. Basta sgusciarli, rimuovere il filetto nero interno e marinarli in salsa di soia, olio e pepe rosa. Quindi vanno infilzati su uno stuzzicadenti e cotti per qualche minuto sulla griglia.


Frittelle al baccalà

L'impasto delle frittelle è una normalissima pasta da pane farcita con pezzetti di baccalà al vapore. Il risultato è strepitoso

Frittelle alle acciughe


La versione alle acciughe è molto simile, anche se ho preferito cambiare forma, per evitare che le acciughe bruciassero e per non usare troppa pasta, che altrimenti sarebbe rimasta "vuota".



Filetto di tonno al sesamo e aceto balsamico




La panatura di semi di sesamo resta bella croccante e permette al filetto di cuocere bene all'esterno restando morbido e succoso dentro. Ho accompagnato con una leggera insalatina di radicchio (perfetto con l'aceto balsamico) e un crostino di pane di segale con formaggio cremoso e erba cipollina


Il piatto dei dolci

E per finire il piatto dei dolcetti tradizionali: da sinistra il croccante alle mandorle nella versione "con mandorle tostate", le margheritine di Stresa, i Lebkuchen, il torrone sardo alle noci, lo Stollen di Dresda, il torrone al rhum ricoperto di cioccolato, i Mozartkugeln e i cuneesi al rhum.

Tanti Auguri a tutti dalla Sposadelvento


BUON NATALE

domenica 21 dicembre 2008

Cacao muffin di Natale





Svegliarsi col profumo del cacao che sale alto dalla cucina, perché qualcosa è appena uscito dal forno, mentre la macchinetta del caffé emana onde di denso piacere olfattivo e la spremuta di arancia fresca corteggia lo sguardo con la sua vivace sfumatura aranciata può trasformare una mattina come tante in una mattina speciale.
Ecco perché una ricetta come questa dei muffin al cacao a portata di mano fa sempre comodo.


Cacao muffin


Occorrente: ciotola capiente, fruste elettriche, setaccio, paletta per dolci, stampini da muffin, pirottini di carta, forno

Ingredienti

250 g farina
200 g latte caldo
3 cucchiai di cacao amaro
100 g di zucchero
100g di burro
3 uova intere
cubetti di arancio candito
1 bustina lievito per dolci
1 cucchiaio di cannella
3 chiodi di garofano macinati
1 cucchiaino di noce moscata

Procedimento

Accendo il forno a 190°C Scaldo il latte e il burro. Setaccio la farina e il cacao. Rompo le uova nella terrina, aggiungo lo zucchero e le monto per bene con le fruste elettriche fino a quando il composto sarà, come da manuale, biancastro, gonfio e spumoso. A questo punto, quando le uova saranno pronte ad accogliere il resto degli ingredienti, vado di latte e burro, alternato a cucchiaiate di farina e cacao. Continuo così, cercando di continuare ad usare le fruste elettriche (tentando ovviamente di non ridurre la cucina a un residuato bellico) unisco i cubetti di aranacia candita e da ultimo aggiungo la polvere magica, cioè le spezie e il lievito. Mescolo bene per evitare che si formino grumi.

Suddivido l'impasto negli stampini riempiti coi pirottini. Supero i famosi 3/4 di stampino altrimenti i muffin resteranno sottosviluppati. Li inforno a 190° C e li lascio cuocere circa 30 minuti.
Quindi li estraggo dal forno, li trasferisco su una gratella e li lascio raffreddare.

Farfalle allo zafferano




Dono di un'amica, che purtroppo abita lontano, e che vedo si e no una volta l'anno, lo zafferano di Navelli è entrato nella mia cucina come un preziosissimo oro rosso in pistilli. Piccolo, delicato, profumatissimo, anche se a guardarlo mi fa venire in mente il corallo, lo zafferano è incredibilmente seducente.
Anni fa comprai un libercolino di poche pagine tutto dedicato allo zafferano e sfogliandolo qualche giorno fa mi è venuta in mente questa ricetta.

Farfalle allo zafferano

Occorrente: bilancia, pentola per la pasta, scolapasta, zuppiera


Ingredienti

Pasta formato farfalle
pistilli di zafferano
ricotta fresca
prosciutto di Praga a cubetti

Procedimento

Ho semplicemente cotto la pasta in acqua salata, sciolto lo zafferano in un cucchiaio di acqua calda e mescolato la ricotta fresca, coi cubetti di Praga in una zuppiera. Ho aggiunto le farfalle, lo zafferano e portato in tavola.
Il perché questo piatto si adatti ai pranzi di Natale, beh, sta nel calore, cromatico e non

sabato 20 dicembre 2008

A tavola con la Sposadelvento, a Natale

Chi lo dice che apparecchiare durante le Feste Natalizie debba voler dire necessariamente usare pungitopo, Babbo Natale dappertutto, angioletti, stelle comete, renne, insomma attingere all'immaginario consueto, ma al tempo stesso stra-usato?

Spesso un gioco sapiente di colori può ugualmente rivelarsi evocativo e scaldare occhi e cuore di chi a tavola si siederà insieme a noi.


Colgo l'occasione per fare gli auguri a tutte le mie lettrici e lettori, agli amici blogger, agli appassionati di cucina, ai golosi, a chi è a dieta, a chi di cibo si occupa per mestiere oltre che per diletto.

Che questo Natale non si riveli solo una grande mangiata, né una grande fatica ai fornelli, ma che il cibo che condivideremo con chi amiamo nutra soprattutto lo spirito e vi porti gioia e serenità.

Un pensiero speciale lo dedico a coloro che durante queste feste non si fermeranno, ma dovranno comunque lavorare o per prestare servizi indispensabili, o perché non potranno godere delle ferie.

A tutti quelli che invece vorranno collegarsi e seguirmi do appuntamento ai prossimi giorni per una chiacchiera insieme, tra ricette, regali scartati e da scartare e tante foto colorate.

venerdì 19 dicembre 2008

Rotolo al cioccolato con mousse al torrone




Personalmente trovo questo rotolo al cioccolato molto adatto alle tavole di Natale, perché  la mousse al torrone fa subito venire in mente i pranzi delle Feste. Sempre mio parere personale, eviterei di presentarlo subito dopo le festività, perché fa venire in mente le preparazioni degli avanzi, e non so voi, ma io le trovo poco eleganti verso gli ospiti. Se proprio dovete riciclare qualcosa, fatelo in famiglia..

Rotolo al cioccolato con mousse al torrone


Occorrente: terrina capiente, placca da forno, fruste elettriche, setaccio, canovaccio, mortaio o frullino elettrico carta da forno, pennello da cucina, pentole per il bagnomaria, forno

Ingredienti

Rotolo
150g farina
un cucchiaio cacao
3 uova
150g zucchero
50g burro fuso

farcitura
250g panna da montare
100g torrone
un cucchiaio miele chiaro
scorza arancia candita
vaniglina
decorazione
100g cioccolato fondente
noci

Procedimento

Mescolare in una terrina capiente i tuorli con lo zucchero e il cacao.
Montarli a spuma con lo sbattitore fino a quando diventano bianchi e gonfi. Aggiungere il burro liquefatto ma non caldo.
Setacciare la farina e farla scendere a pioggia sul composto. Stenderlo su una placca da forno ricoperta di carta oleata. Infornare a 200°C per dieci minuti.
Una volta pronto estrarlo dal forno e rovesciarlo su di un canovaccio umido. Avvolgerlo su se stesso e metterlo a raffreddare così.
Procedere alla preparazione della farcitura. Pestare il torrone in un mortaio, o al frullatore, fino a ridurlo in polvere. Montare la panna e dolcificarla col miele.
Aggiungere il torrone pestato, la vanillina e la scorza candita.
Srotolare la pasta biscotto e riempirla col composto.
Avvolgerlo nuovamente su se stesso e sistemarlo su di un piatto da dolce.
Liquefare il cioccolato a bagnomaria.
Pennellare il rotolo con un pennello da cucina, o in alternativa con un cucchiaio.
Sistemarvi sopra le noci lasciando qualche centimetro tra l'una e l'altra e.. bon appetit !

giovedì 18 dicembre 2008

Mangiare a Salsomaggiore: la Fontanabroccola




E' strano, ma spesso trovare un buon ristorante sotto casa è cosa tutt'altro che semplice. Il problema nasce non quando si va fuori a cena con le persone che vivono con noi o che abitano nelle vicinanze, quanto quando si vuole portare fuori qualcuno che dice "facciamo dalle tue parti che si mangia bene e non stai a prendere la macchina". Il risultato è un "O mio Dio o Dio mio, dove prenoto?"
Ogni tanto io mi fermo alla Fontanabroccola, dove fanno bene praticamente tutto, dai flan di Parmigiano (quello in foto è ai funghi porcini), alla carne (la tagliata per me è un classico) ai dolci (carpaccio di ananas)

L'ambiente è un country chic con mattoni a vista e tende in organza.

Ristorante Fontanabroccola
Salsomaggiore Terme - Loc. Salsominore Passionassa 20











Vol au vent alla crema di salmone e carciofi




Ultimamente sto diventando una specialista con le ricette di antipasti e stuzzichini. E devo dire che da un lato mi danno molta soddisfazione perché sono sfiziose e molto appetibili e dall'altro mi permettono di divertirmi ai fornelli, dando libero sfogo alla fantasia.
I vol au vent con salmone e carciofi sono un piccolo esperimento, nato più che altro dalla curiosità di associare una verdura un po' insolita al salmone che si accompagna sempre con zucchine e patate, ma mai con qualcosa di veramente "alternativo". E secondo me la nota dolce e grassa di questo pesce si sposa perfettamente con quella amara del carciofo, che lo so, è un fiore, ma per praticità, lo consideriamo sempre una verdura. 

Vol au vent alla crema di salmone e carciofi


Occorrente: padellino, coltello, forno, bicchiere da liquore, cucchiaino

Ingredienti
12 vol au vent già pronti
100g filetto di salmone
4 cuori di carciofo
1 cipollina
30g burro
1 bicchierino di whisky o vino bianco in alternativa
100g panna da cucina



Procedimento

Spellare il filetto di salmone e tagliarlo a cubetti.

Far fondere il burro in un padellino assieme alla cipolla affettata sottile. Aggiungere i cuori di carciofo tagliati a spicchi, il salmone e cuocere per una decina di minuti. Bagnare col liquore, far evaporare e aggiungere la panna.
Cuocere i vol au vent in forno caldissimo per una decina di minuti. Riempirli e servire, sia caldi che freddi.

Con questa ricetta partecipo alla bella raccolta di Anicestellato


Rigatoni alla crema di gorgonzola



Preparare un primo, per chi non mangia pasta e soprattutto per chi si guarda a vista dai formaggi, può essere una sfida, quantomeno ad assaggiare per controllarne la riuscita. Ma la sfida vera è cucinare qualcosa che soddisfi chi di primi e di gorgonzola va pazzo.

Molto spesso mi rendo conto di cucinare più per gli altri che per me stessa. Come se le ricette fossero un dono da portare in tavola, per offrire a chi amo molto più di una pietanza in sé e per sé. C'è chi parla di atto d'amore. Io citerei anche la creatività, l'estro, piuttosto che l'attaccamento alle tradizioni o alle proprie radici. Ogni creazione alla fine è parte di chi l'ha prodotta e quindi ogni nostra preparazione un po' ci appartiene. Condividerla racchiude qualcosa di speciale.

Rigatoni alla crema di Gorgonzola


Occorrente: pentola per cuocere la pasta, scolapasta, casseruola capiente, bilancia, cucchiaio di legno

Ingredienti

Rigatoni
Gorgonzola morbido
Panna da cucina
Latte
Noce moscata
sale

Procedimento

La ricetta di questi rigatoni è semplicissima e veloce.
Si mette a bollire l'acqua, si aggiunge la pasta, quindi una manciata di sale grosso.
Nel frattempo si scalda la panna assieme al gorgonzola, qualora il composto dovesse risultare troppo denso si diluisce con un po' di latte.
Si scola la pasta per bene, cercando di eliminare tutta l'acqua, si aggiunge alla salsa, si mescola per bene, poi ci vuole una spolverata di noce moscata e via..
Volendo il piatto può essere completato da noci sgusciate e Parmigiano Reggiano grattugiato

martedì 16 dicembre 2008

Comunicato stampa: la Sposadelvento riceve il premio Criceto goloso



COMUNICATO STAMPA
La Sposadelvento ha ricevuto il suo secondo premio
Sara, autrice e proprietaria di Esperimentiepasticciincucina premia la PR nonché blogger Alessia con la targa Criceto Goloso


Ore 12:48 La Sposadelvento, dopo aver già ceduto ai richiami del sonno ed essere letteralmente crollata sul divano di casa, si accinge all'ultima fatica del giorno, ovvero l'aggiornamento del blog.

Doveroso il post di pubblicazione del premio Criceto Goloso che Sara le ha attribuito.

E altrettanto doveroso il dono del medesimo ad altri/e foodblogger, che sono:

Alessia perché il suo blog è un concentrato di golosità
Anti per la finezza del suo blog
Sweetcook perché i suoi biscotti sono dei piccoli capolavori
Jelly perché adoro l'abbinamento fragole e cioccolato
Mikamarlez perché i Pasticci di Memole sono sempre una piacevole lettura
Twostella perché nel suo Giardino dei ciliegi regna la poesia
Micaela perché il premio Criceto Goloso non può avere premiato più giusto
Sara come segno di ringraziamento


Filetti di halibut con mele e curry




Non vorrei sbagliarmi, ma mi pare di ricordare che questa ricetta di pesce fosse di Gianfranco Vissani, o comunque è stato lui a fornirmi l'ispirazione per il piatto. L'idea e soprattutto richiesta di partenza era quella di presentare in forma chic un piatto di pesce, in occasione delle festività natalizie. Ovvero quando tutti tirano fuori il ricettario della nonna o il procedimento super-tradizionale, mentre chi è vittima della moda del sushi e dei ristoranti fusion può sempre dirti, con una punta di sfida acidognola, che sa più di stoccata denigratoria, che scegliendo qualcosa di tradizionale non si sbaglia mai, mentre vogliono dirti in realtà che hai optato cautamente per la morte cosmica del divertimento e della creatività. Tanto una ricetta che metta d'accordo tutti non esiste, perciò fatevi guidare dall'umore e non sbaglierete, nel senso che almeno voi, sia in vena tradizionale, che innovativa, sarete felici e contenti. 


Filetti di halibut con mele e curry


Occorrente: casseruola, coltello, cucchiaio di legno, carta assorbente, bilancia

Ingredienti

1kg di filetti di halibut
2 mele annurche
50 g burro
curry
dragoncello
cipollotto
olio
sale pepe

Procedimento

Lavare e sbucciare le mele, privarle del torsolo e tagliarle a pezzetti. Far fondere il burro in una casseruola e saltarvi le mele, aggiungere le foglie di dragoncello. Lavare il pesce sotto l'acqua corrente, tamponarlo con della carta assorbente, adagiarlo su un piatto e farcirlo con le mele. Arrotolare poi i filetti a formare degli involtini che volendo potranno essere chiusi con uno stuzzicadenti o con un filo di erba cipollina.
Tagliare il cipollotto, scaldare l'olio nella pentola, farlo soffriggere e poi aggiungere gli involtini di pesce. Spolverizzarli di curry, regolare di sale e pepe, lasciare insaporire qualche minuto e impiattare subito.

sabato 6 dicembre 2008

Parfum de Genève


Ginevra è famosa nel mondo essenzialmente per 3 cose: il salone dell'automobile, i negozi di orologi, la fontana più alta del mondo, al centro del suo bel lago.


Tranquilla ed elegante, per me si è rivelata la meta ideale dove trascorrere un weekend di relax. All'estero sì, ma non troppo lontano. E soprattutto non nella solita capitale europea strapiena di turisti e di locali per turisti, ristoranti per turisti, negozi per turisti, alberghi per turisti.


In treno o in auto si raggiunge abbastanza agevolmente e il clima, in virtù del lago, è persino più clemente del previsto.


Certo il vento si fa sentire (e questo per me costituisce un + assoluto) ma saranno sufficienti una bella sciarpina intorno al collo e un giaccone in inverno o un maglioncino nelle altre stagioni per stare benissimo.

La Ginevra gastronomica è una bella scoperta.

A partire dalla colazione, che assomiglia a quella che vi potrebbero servire in Francia: pan brioche morbidoso, croissants, marmellate, (quelle veramente locali sono a base di frutti di bosco, prugne e ciliegie) burro fresco, succo d'arancia, latte e yogurt.

Tra le specialità ginevrine, sono imperdibili il cioccolato, il pesce persico, la torta a base di cardi, la fonduta e la raclette.

Anche i vini si fanno apprezzare: bianchi come il Gewurztraminer o lo Chardonnay, rossi come il Cabernet Sauvignon, il Pinot Nero, il Gamay, leggero e dolcemente fruttato.

Tra i ristoranti brillano ben 7 locali, secondo la Guida Michelin 2008.

Non lontano dalla fontana e dal lungolago, a pochi passi dai negozi più modaioli, c'è il Relais de l'Entrecote, un mini paradiso per gli amanti della carne. Qui il menù è praticamente monotematico, insalata con le noci, bistecca con salsa alle erbe aromatiche, patatine fritte e baguette per tutti. Dessert, caffé, liquori e bevande sono poi a discrezione.

Le cameriere hanno tutte un look squisitamente retrò coi capelli raccolti, le labbra laccate di rosso e la divisa nera, col grembiulino corto candido.




I caffé e le cioccolaterie meritano poi sicuramente una visita. Io ad esempio sono stata da Gilles Desplanches e mi sono letteralmente innamorata di creazioni e arredamento.
Per i regali invece, ho scelto Godiva e Rohr


Biscotti al cocco




E' tempo di Natale, di biscotti e di dolcetti. E curiosando qua e là tra vari blog, anche alla Sposadelvento è arrivata un po' di ispirazione..

La base di partenza di questi biscotti al cocco è una tradizionale pasta frolla, alla quale ho apportato un paio di variazioni.

Visto che a me i biscotti piacciono un po' ruvidi e "sabbiosi", ho pensato di sostituire la farina 00 con quella integrale.


Biscotti al cocco

Occorrente: ciotola, bilancia, cucchiaio, tagliabiscotti, placca da forno, matterello, forno

Ingredienti

270 g farina integrale
100 g cocco grattugiato
150 g burro
100 g fruttosio1 uovo intero
2 tuorli
buccia di limone grattugiata
1 bustina lievito
qualche cucchiaiata di acqua fredda
latte e albume per lucidare i biscotti
confettini di zucchero (facoltativi)


Procedimento

Si riuniscono tutti gli ingredienti in una ciotola capiente, e si impastano possibilmente cercando di usare pochissimo le mani, che potrebbero scaldare troppo il burro e impedire poi di stendere la frolla per bene.

Una volta ottenuto un impasto liscio e omogeneo, si ripone in frigo per una mezzora.
Trascorso questo tempo si accende il forno a 180°C

Si stende la frolla su un piano di lavoro ben infarinato e si tagliano i biscotti.

Poi si trasferiscono su una teglia unta, si pennellano di albume e latte e si lasciano cuocere in forno circa 10-12 minuti.

martedì 2 dicembre 2008

Sformatini di zucca







Per quanto spontaneamente dolce, a me la zucca piace nelle preparazioni salate e oltre ai mitici tortelli mantovani (che adoro) la apprezzo nel pane, nei muffin, nelle torte e negli sformati. Ma mi fermo altrimenti l'elenco delle preparazioni diventa infinito e poi dimentico di postare la ricetta per bene.
E a voi come piace la zucca?


Sformatini di zucca


Ingredienti

300g zucca
4 cucchiai parmigiano
1 uovo
2 cucchiai panna
noce moscata
paprika forte
aglio
prezzemolo- decorazione
acciughe sott'olio
Parmigiano Reggiano a scaglie



Procedimento

Cuocere la zucca in forno, tagliata a fette. Schiacciarla con la forchetta e amalgamarla all'uovo, al formaggio, alla panna. Profumare con le spezie. Imburrare e infarinare 4 stampini e riempirli di composto.

Cuocere in forno a 200°C per 40 minuti. Una volta cotti sfornarli e sistemarli al centro del piatto. Decorare con le scaglie di Parmigiano e i filetti d'acciuga

domenica 30 novembre 2008

Filetto di maiale alla birra




State cercando un secondo di carne perfetto in questa stagione, ma al tempo stesso piuttosto veloce? Ho quello che fa per voi.
In tutti i miei viaggi adoro fare acquisti di spezie, tisane, erbe. In Austria ricordo che mi stregarono i semi sui pani di farina integrale e così alla ricerca di semi di lino, zucca, girasole, papavero, mi sono imbattuta quasi per caso nel kummel (o cumino).
Poi sfogliando vari libri di cucina, ho letto che il cumino viene usato per preparare i crauti e che al tempo stesso lega bene con la carne alla birra..perciò ho provato a utilizzarlo per insaporire il filetto di maiale e l'abbinamento mi pare proprio azzeccato.


Filetto di maiale alla birra


Occorrente: padella antiaderente, tagliere, coltello, bilancia

Ingredienti

600g filetto di maiale
1 cucchiaio cumino
33cc birra
farina bianca
olio e.v.o.
sale
pepe

Procedimento

Una volta tagliata la carne, l'ho infarinata e messa a cuocere in padella (irrorata appena di olio extravergine d'oliva). Ho bagnato la carne con la birra, aggiunto il cumino, regolato di sale e pepe e lasciato cuocere 5 minuti per lato, perché a me la cottura della carne piace sempre al rosa.
Ho scaldato i crauti (se ne trovano già pronti in barattolo), ho preparato un letto di verdura sul piatto e al centro il filetto di maiale.

Crema Parmentier






Parmentier era un agronomo francese che studiò le caratteristiche nutritive delle solanacee e in particolare delle patate.
Nel mondo culinario il suo nome si associa a vellutate di verdure che hanno come base una minestra di patate poi frullata e variamente insaporita. Dobbiamo a lui in pratica se oggi si mangiano le patate, perché prima dei suoi studi erano ritenute un alimento a uso e consumo del solo bestiame.
Ma visto che non voglio tediarvi troppo facendo la professorina, andiamo con la ricetta della crema parmentier ai fagioli cannellini, nutriente e cremosissima..

Crema Parmentier ai fagioli cannellini


Occorrente: pentola, minipimer, bicchieri, bilancia

Ingredienti

400 g patate
un litro di brodo
2 cucchiai di panna fresca da montare
100 g di fagioli cannellini
maggiorana
sale e pepe
olio


Procedimento

Lavare bene le patate, sbucciarle, tagliarle a tocchetti regolari e immergerle nell'acqua.
Scaldare l'olio nella pentola, unire fagioli (cotti) e patate, lasciarli soffriggere, unire il brodo caldo, coprire e porate a ebollizione.
Lasciare cuocere per 30 minuti circa.
Frullare la minestra col minipimer così da renderla cremosa e vellutata. Unire la panna, salare e aromatizzare con pepe e maggiorana.
Servire il potage nei bicchieri. Volendo accompagnato con dei crostini di pane.

martedì 25 novembre 2008

Mini brioches o panini al latte







Per tutti gli amanti delle brioches, del pan brioche e dei panini al latte, ho deciso di postare questa ricetta. Di solito è una delle più richieste perché in realtà è piuttosto semplice...e in realtà mia madre è un'inguaribile innamorata del pan brioche francese. A Ginevra infatti abbiamo apprezzato molto sia le colazioni che l'assortimento delle boulangeries. Questa ricetta di mini brioche o panini al latte vuole essere quindi un omaggio a lei e a questa sua piccola passione culinaria.
Attenzione, io non ho seguito un manuale, né la ricetta originale originale originale.
Ho personalizzato quella dei panini al latte, profumandoli alla mia maniera. Il sapore si avvicina, e di parecchio, a quello delle treccione francesi.
Ma andiamo con la preparazione, per la quale mi sono fatta aiutare dalla macchina per il pane, visto che sono sempre a corto di tempo e non riesco a stare dietro ad una lievitazione decente, se non al weekend.

Brioches o panini al latte


Occorrente: macchina per il pane, bilancia, pentolino per il latte, ciotole, pennello da cucina

Ingredienti

200gr farina manitoba
100gr farina 00
50gr zucchero semolato
60 gr burro a temperatura ambiente
120gr latte caldo
60gr albume
buccia grattugiata di un limone
1 bustina lievito birra secco
1 uovo sbattuto
carta da forno

Procedimento

Ho scaldato il latte in un pentolino assieme al burro tagliato a dadini.
Ho sbattuto leggermente l'albume in un misuratore (66 cc equivale a due uova piccole o a uno grande).
Ho messo nel cestello della macchina per fare il pane l'albume, la farina, la buccia di limone, il lievito con lo zucchero e da ultimo il latte caldo col burro fuso.
Ho impostato il programma impasti e una volta pronto e ben lievitato, ho preriscaldato il forno a 200°C.
Ho rivestito una placca da forno con la carta.

Ora viene la parte divertente.

Ho formato dalla pasta tante palline, facendone passare di volta in volta un pezzetto tra le dita della mano (indice e pollice) chiuse a formare una O aiutandomi col pollice dell'altra mano per spingere la pasta. Ho disposto le palline a sufficiente distanza per evitare che lievitando si unissero (3 cm circa di solito) e le ho lucidate con l'uovo sbattuto.
Ho infornato per 10-12 minuti e le ho lasciate raffreddare su un tagliere in legno.

Per conservarle al meglio ho scoperto che il frigo viene molto in aiuto, specie se si avvolgono in una pellicola per alimenti.

lunedì 24 novembre 2008

Conchiglie con mousse di zabaione




Non sono una golosa di dolci e qualora dovessi coccolarmi sul serio, penso che mi butterei decisamente su una pentolona di brasato al Barolo o su una Chianinazza da 8 etti. Da brava sposadelvento preistorica.
Ma le coccole non sono necessariamente egoriferite, anzi il più delle volte sono fatte a qualcuno. E dovendo pensare a una ricetta per coccolare una persona, mi è subito venuta in mente questa. Sontuosa, ricca, ma al tempo stesso morbida e delicata come una carezza. Come quelle carezze all'anima di cui tutti, preistorici e non abbiamo sempre bisogno.
Va da sé poi che la mousse allo zabaione evoca nella mia memoria il ricordo di una cena da favola...
Ma concentriamoci sulla ricetta.

Conchiglie con mousse di zabaione



Ingredienti

Per le cialde
un albume
50g zucchero a velo
25g farina 00 setacciata
25g burro fuso

Per la mousse di zabaione
2 tuorli
2 gusci d'uovo di liquore
2 cucchiai zucchero
un albume
una confezione di mascarpone

Procedimento

Foderare una placca di carta da forno.
Montare l'albume, unirvi zucchero e farina delicatamente e infine il burro fuso.
Disporre il composto in 4 mucchietti a forma di cerchio e livellarli bene.
Cuocere a 190°C per 8-10 minuti. Una volta pronti attendere qualche minuto prima di staccarle dalla placca. Con l'aiuto di una spatola prelevarle e adagiarle in 4 scodelle.

Preparare la mousse allo zabaione.
Montare i tuorli e lo zucchero e cuocere a bagnomaria assieme al liquore.
Una volta addensato lo zabaione, allontanare dal calore e far raffreddare continuando a mescolare.Aggiungere il mascarpone e l'albume montato a neve a parte.
Disporre le cialde in un piatto.
Riempirle di mousse, guarnire con cioccolato fuso o caramello, biscottini, frutta secca tostata e tritata.



Con questo dessert allo zabaione partecipo alla raccolta di Sara dedicata al cibo delle coccole


Premio dolce Memole

COMUNICATO STAMPA
La Sposadelvento ha ricevuto il suo primo premio
Sara, autrice e proprietaria di Esperimentiepasticciincucina premia la PR nonché blogger Alessia con la targa Dolce Memole




Ore 22:30 La Sposadelvento fa login nella sua cucina, stanca delle tante ore d'ufficio e del pendolare tra treni che come ogni giorno la riportano a casa, ma ancora alla ricerca di stimoli e curiosità. La neve è un gelido ricordo del mattino oramai lontano; il fido Whisky sonnecchia morbidamente sul divano e un po' sul suo ginocchio; dal computer arrivano Le Onde di Einaudi.
E come una conchiglia tra le onde, affiora dalla rete un messaggio.
E' Sara che le dona il primo premio della sua vita da blogger.
E il regolamento del premio la invita a fare altrettanto, a condividere quel dono, con almeno 7 blogger, eventualmente specificandone la motivazione.
Ancora una volta la rete mi sorprende.
Sì perché ricevere un premio da un blogger ha il sapore delle cose condivise e delle passioni, ma anche quello della sorpresa. Del volto che ancora non conosci, ma che potresti vedere amico, della mano che ti saluta e di cui già ti fidi. Del segreto in cucina che ti viene svelato e ti fa fare un figurone. Ha il sapore della stima e dell'amicizia.
Che dire, GRAZIE DI CUORE e, RICAMBIERO' PRESTO.
Prometto!
Ora veniamo alla mia di premiazione
Dono un premio a
  1. Vanessa e Giacomo perché sono stati tra i miei primi "readers"
  2. Dario perché un lunedì senza il suo blog è come un viaggio in auto senza musica
  3. Micaela perché la sua cucina è piena di colori come la vita
  4. Martina perché è una "conoscenza" ritrovata da poco nella rete e in nuovo "mondo giallo"
  5. Daniela perché nel suo blog trovo spesso tante belle idee
  6. Essenzadivaniglia perché partecipare alla sua raccolta di ricette di torta di mele è stato più che un piacere
  7. Lalla perché un blog che si intitola Profumo di Sicilia non può che farmi sognare

Tartufi al cioccolato light





I tartufi al cioccolato sono un grande classico della pasticceria internazionale.
Ma prepararli in una maniera leggera e ipocalorica non è così comune. Così ho pensato di postare una ricetta a tema, perché magari a qualcuno potrebbe tornare utile.
Questa ha dosi ridotte di zucchero, niente tuoli d'uovo, niente panna o biscotti sbriciolati, che anche se non sembra, portano sempre fuori con le calorie.
E, cosa non da dimenticare, pur con variazioni e dosi contenute, i tartufi saltano fuori buoni ugualmente e  l'impasto risulta piuttosto facile da modellare.


Tartufi al cioccolato light



Occorrente: casseruole per fare il bagnomaria, pirottini di carta, carta da forno, bilancia, cucchiaio, cucchiaini

Ingredienti

50g cacao amaro
50g zucchero
50g cioccolato fondente extra
200g ricotta vaccina magra
3 cucchiai rhum
50g granella di nocciole


Procedimento

Amalgamare la ricotta con lo zucchero e il cacao. Aromatizzare col liquore. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e aggiungerlo alla preparazione.Se dovesse essere troppo consistente diluire con poco latte freddo.Prelevare delle piccole quantità di composto con l'aiuto di due cucchiaini.Stendere un foglio di carta da forno e ricoprirlo con la granella.Rotolarvi le palline a una a una e disporle nei pirottini di carta.Lasciare in frigo per almeno due ore E voilà

Profiteroles al Parmigiano Reggiano





Premetto che da buona emiliana adoro il Parmigiano Reggiano.
In maniera quasi compulsiva.
Un antipasto che si rispetti per me non può mai escludere il Parmigiano Reggiano, anche solo come piccoli assaggi da piluccare.
Qui ho previsto una versione golosa, ma molto molto elegante.
Perfetta sulla tavola di Pasqua, così come in un buffet estivo, o come antipasto della domenica, o per quando avete in mente un aperitivo rinforzato con gli amici.
Niente paura, non ho previsto di preparare a mano i bigné con tanto di pasta choux casalinga, anche perché al ghiottone voglio bene, e quindi non oso propinare esperimenti culinari mai visti..

Profiteroles al Parmigiano Reggiano

Occorrente: casseruola piuttosto capiente, bilancia, tasca da pasticcere, forno

Ingredienti
bignè già pronti
500ml latte
50g farina
50g burro
150g Parmigiano Reggiano grattugiato
sale
pepe
noce moscata

Procedimento

Si comincia con una besciamella.
Far fondere a fuoco dolcissimo il burro in una casseruola ampia. Fuori dal fuoco unire la farina setacciata e stemperare per bene evitando la formazione dei grumi. Rimettere sul fuoco e aggiungere lentamente il latte a filo. Far cuocere fino ad ottenere una consistenza cremosa. Salare, pepare e aggiungere una spolverata di noce moscata. Aggiungere alla salsa il formaggio. Lasciare intiepidire.
Preriscaldare il forno a 200°C.Versare il composto in una tasca da pasticcere con bocchetta lunga e liscia.Forare lateralmente i bignè e riempirli di composto.Tenerne a parte un po' per ricoprire la parte superiore dei pasticcini.Passare in forno una decina di minuti e servire caldi.

mercoledì 19 novembre 2008

Rotolo al limone





I rotoli al limone sono sempre dei dessert delicati, sia nel gusto che nella preparazione.
Alle volte è soprendente come pur essendo alle prime armi si possano ottenere risultati brillanti, però bisogna saper rispettare le dosi e avere una certa manualità..
Non per scoraggiare nessuno, ma giusto perché così si evitano brutte figure e delusioni.
Ma andiamo con la ricetta con cui ottenere questa meraviglia di rotolo al limone. 


Rotolo al limone

Occorrente: fruste elettriche, ciotole, placca da forno, forno, piatto da dolce, bilancia, cucchiaio, spatola

Ingredienti


Per la pasta biscotto

3 cucchiai di farina
3 cucchiai zucchero
3 uova
vaniglia liquida

Per la crema
3 limoni
3 tuorli
100 g zucchero
3 fogli gelatina
250ml panna da montare

Procedimento


Si montano a spuma i tuorli e lo zucchero, si aggiunge la vaniglia liquida e poi la farina setacciata continuando a mescolare per evitare la formazione di grumi.
A parte, sempre con le fruste elettriche si montano a spuma i bianchi che poi verranno aggiunti al composto di tuorli, zucchero e farina.
Lo si stende su una placca da forno ricoperta di carta da forno oppure ben unta e si lascia cuocere a 200°C per dieci minuti.
Poi si estrae dal forno, con l'aiuto di un telo da cucina umido lo si arrotola su se stesso ancora caldo per evitare che si rompa e lo si lascia raffreddare.


Per preparare la crema si spremono i limoni. Quindi si monta la panna ben fredda (volendo si aggiunge una bustina di polvere per aiutarla a non sgonfiarsi e la si tiene in frigo fino al momento di farcire il dolce.
Si mette la gelatina ad ammorbidire in acqua fredda.
Si montano gli altri tuorli con lo zucchero a bagnomaria e si aggiunge il succo di limone. Si tolgono dal fuoco e si incorporano la panna e la gelatina strizzata.
A questo punto si srotola la pasta, e la si farcisce con la crema al limone.
Io ho decorato poi il rotolo con fette di limone, ma volendo lo si può fare anche con panna e confettini.

lunedì 17 novembre 2008

Carpaccio di peperoni





La sposadelvento nei panni della massaia solerte riscopre pratiche come quella delle verdure grigliate.

E addomestica i peperoni, per preparare un carpaccio. 

E con questa ricetta partecipa alla raccolta di Daniela



Carpaccio di peperoni


Occorrente: teglia, sacchetto di carta, piatto, forno


Ingredienti

1 kg peperoni tra rossi e gialli
aglio
olio
prezzemolo
filetti d'acciuga (facoltativo)


Procedimento

Allora la Sposadelvento procede così: lava i peperoni, toglie il torsolo e i semi e li asciuga. Accende il forno a 200° C e li cuoce per una decina di minuti, fino a quando diventano teneri, ma apparentemente bruciacchiati. Li preleva dal forno, li chiude in un sacchetto di carta e poi li spella. Se la pelle brucia non spaventatevi, deve succedere purché i peperoni non carbonizzino. Li taglia a strisce, li condisce con olio, aglio, prezzemolo e sale e volendo l'acciuga tagliata a pezzetti.

domenica 16 novembre 2008

Linguine al salmone



Non so voi, ma a me sembra che la pasta più adatta per i condimenti a base di pesce siano le linguine. Così corpose ricche di sapore...che esaltano perfettamente i ragù di mare, più leggeri e contemporanei, così come la versione più anni '80 e corposa delle paste col pesce che prevede un condimento a base di salmone e panna. 

Linguine al salmone

Occorrente: bilancia, pentola per cuocere la pasta, scolapasta, padella grande

Ingredienti


Linguine
Salmone affumicato
Buccia di limone grattugiata
Panna da cucina
pepe rosa

Procedimento

Per queste linguine al salmone, non ho indicato quantità tra gli ingredienti, ma l'idea è che per ogni porzione siano sufficienti 80-100 g di linguine e 60g di salmone circa. Poi dipende dall'appetito.

Comunque, cuocio la pasta in abbondante acqua salata, rispettando i tempi indicati sulla confezione, che per una cottura al dente sono quasi sempre attendibili. Poi dipende molto dalla quantità di acqua, dalla sua durezza, dalla temperatura di ebollizione, ecc..ma tendenzialmente al giorno d'oggi le confezioni danno indicazioni affidabili.  Scolo le linguine e le trasferisco nella padella dove ho messo a scaldare la panna con il salmone tagliato a striscioline. Aggiungo la buccia grattugiata del limone, una macinata di pepe e sono pronta a impiattare. Non aggiungo altro sale, perché il salmone affumicato è già saporito di suo, non aggiungo olio, perché la panna è già di per sé molto grassa. Parlando di quantità, 200g sono sufficienti per 3-4 persone, quindi per una porzione sola ne occorrerà molto meno.

sabato 15 novembre 2008

Palline di ricotta con salsa allo zafferano



Gli gnocchi sono una delle preparazioni più divertenti per stare in cucina e si possono personalizzare in mille modi. Oltre ai classici gnocchi di patate o di semolino, ci sono quelli di pane (canederli), quelli di verdure, quelli di ricotta. Io ricordo che da piccola mi facevano partecipare alla preparazione e quindi avevo il mio piccolo grembiule, la mia porzione di piano di lavoro, la mia farina e i miei piccoli gnocchi da lavorare. Un divertimento assoluto, anche se poi sporcavo ovunque e avevo sbuffi di farina sui capelli, sulle guance, sui vestiti..

Palline  (o gnocchi) di ricotta


Occorrente: piatto, terrina, pentola, cucchiaio, forchetta, bilancia

Ingredienti

250 g ricotta
20 g Parmigiano Reggiano
40 g farina di soia
sale
pepe
erba cipollina
paprika
maggiorana
timo
aglio
cipolla
olio
vino bianco
passata di pomodoro
pistilli di zafferano

Procedimento

Raccogliere in una terrina la ricotta, la farina di soia, il Parmigiano, un pizzico di timo, uno di maggiorana, un cucchaino di paprica, una spolverata di aglio in polvere, un pizzico di sale. Mescolare bene e formare col composto delle palline grandi come chicchi d'uva.

Trasferirle in un piatto e lasciarle riposare in frigo per un paio d'ore.

Trascorso questo tempo cominciare a preparare il condimento.

Si parte dalla cipolla (uno spicchio sarà sufficiente) da tagliare a dadini. La si lascia imbiondire su fuoco basso assieme a un cucchaio di olio extra vergine di oliva. Si bagna con qualche cucchiaiata di vino bianco e si lascia sfumare. Quindi aggiungere la passata di pomodoro, regolare di sale e pepe, e lasciare cuocere qualche minuto. Aggiungere lo zafferano.

Prelevare le palline di ricotta dal frigo e calarle rapidamente nella salsa.

Lasciare cuocere 2-3 minuti, girandole delicatamente con cucchiaio e forchetta e servire calde.



mercoledì 12 novembre 2008

Il Gugelhopf alla Sposadelvento





La ricetta del Gugelhopf per partecipare alla Dolce Sfida di Natale sul forum di Giallozafferano



Per me il Gugelhopf è stata una impronunciabile scoperta fatta in Alsazia. Lì lo vendono proprio come dolce natalizio direttamente nei tipici mercatini di Natale: Colmar e Strasburgo ne sono piene. Il dolce però si trova moltissimo in Germania, che non a caso confina proprio con l'Alsazia.
La mia versione è stata un po' personalizzata, sia nel tipo di farina (integrale+ di soia) che nella frutta candita. Trovo infatti che così abbia una fragranza tutta speciale.


Gugelhopf


Occorrente: stampo per ciambelle coi bordi alti, bilancia, cucchiaio, bollitore per il latte, ciotola capiente

Ingredienti

450 g farina integrale
50 g farina di soia
2 uova + 2 tuorli
200 g burro chiarificato
1 baccello di vaniglia
100 g ananas e albicocche candite
100 ml latte caldo
3 cucchiai liquore alla vaniglia
buccia di limone grattugiata
40 g lievito di birra


Procedimento

Scaldare il latte con il baccello di vaniglia, rimuoverlo e sbriciolarvi il lievito di birra.

In una tazza mettere la frutta candita tagliata a pezzetti assieme al liquore.

Versare la farina in una terrina capiente, praticare un foro al centro e versarvi il latte caldo, lo zucchero e il burro tagliato a cubetti. Unire poi le uova e i tuorli, la buccia di limone. Da ultimi aggiungere i pezzetti di frutta candita.


Lavorare la pasta e formare una palla, che dovrà lievitare circa due ore.

Trascorso questo tempo, imburrare e infarinare lo stampo per ciambelle.

Preriscaldare il forno a 180°C

Trasferire il dolce nello stampo e metterlo in forno per 40 minuti circa.

Una volta sfornato, lasciarlo raffreddare su un tagliere, ed eventualmente cospargerlo di zucchero a velo.


Tagliato a fette, imbevuto di rhum e servito con una salsa calda di vaniglia è spettacolare.




Crespelle con erbette




In Emilia le crespelle sono a pieno titolo un primo piatto. Di norma vengono farcite con creme ai formaggi e verdure, come asparagi, carciofi, funghi. Io ho provato con le erbette e mi sono sembrate molto gustose. La ricetta è un po' lunga, quindi, armatevi di pazienza e buona volontà o buoni aiutanti.

:) 


Crespelle con erbette


Occorrente: bilancia, terrina, padella o piastra per le crepes, paletta di plastica, piatto da cucina fruste, cucchiaio, mestolo, pentola a pressione, forno

Ingredienti


Per le crespelle

3 uova
100 g farina bianca
200 g latte
sale
pepe

Per la farcitura
420 g ricotta
500 g bietole
60 g Parmigiano Reggiano
1 uovo
buccia di arancia grattugiata

Procedimento

Preparo la pastella per le crespelle sbattendo le uova con la farina e il latte all'interno di una terrina che poi metto in frigo per una mezz'ora, coperta con della pellicola per alimenti.

Lavo le bietole sotto l'acqua corrente, le trasferisco in una pentola, senza aggiungere altra acqua e le lascio cuocere per 5-6 minuti (io uso quella a pressione di pentola). Una volta cotte, le strizzo e le metto in una ciotola capiente assieme alla ricotta, all'uovo, a metà del Parmigiano e alla buccia d'arancia. Uso il minipimer per creare una crema liscia. Regolo di sale e pepe e metto da parte.

Nel frattempo preparo le crespelle utilizzando una padella antiaderente leggermente unta d'olio. Prelevo un mestolino di pastella, lo verso nella padella, la lascio scivolare bene in modo da formare un disco omogeneo e una volta che si sarà ben rappreso, lo stacco con la paletta di plastica e deposito la crespella su un piatto. Continuo così fino ad esaurire la pastella. Farcisco le crespelle col composto di bietole, le piego a mezzaluna e poi le spolverizzo di nuovo di Parmigiano. Infilo sotto il grill per 5-6 minuti e porto in tavola.

martedì 11 novembre 2008

Torta di ricotta con gocciole di cioccolato




Quando la mamma della Sposadelvento è ai fornelli è sempre un grande evento. Non perché ami cucinare, ma perché al contrario, cucinare è per lei un atto d'amore. Un prelievo di costola per donarla ad Adamo. E questo dono è ancora più speciale, se la preparazione in oggetto è davvero "accessoria" e preziosa come un dessert. La mamma è anche una salutista e una scienziata, ergo il burro per lei è sempre in pacchettini da 125 g, lo zucchero è un composto chimico pressoché ignoto, il cioccolato indispensabile come l'aria, gli aromi delicati, i sapori morbidi e raffinati.

Torta di ricotta con gocciole di cioccolato



Occorrente: tortiera da 24 cm diametro, carta da forno, zuppiera capiente, cucchiaio, bilancia, forno, fruste elettriche


Ingredienti

Per la pasta
180g farina
30 g fruttosio
60 g burro
1 uovo
1/2 bustina di lievito per dolci vanigliato
1 pizzico sale
buccia di limone grattugiata

Per il ripieno

400g ricotta vaccina fresca
1 uovo
50 g fruttosio
1 cucchiaio di canditi misti
1 cucchiaio di gocciole di cioccolato
2 cucchiai di mandorle a scaglie
1 bicchierino di brandy
2-3 pistilli di zafferano
1 cucchiaio di latte caldo


Procedimento

La sua pasta frolla nasce dall'incontro degli ingredienti "classici" in dosi però molto contenute, ovvero solo 60 g di burro, soltanto un uovo (intero) e la buccia del limone che dona un aroma golosissimo.
Una volta pronta la pasta, lei la ripone in frigo per una mezzora e va avanti col ripieno.
Mette i canditi a rinvenire nel brandy.
Lavora con le fruste elettriche la ricotta e l'uovo, assieme al fruttosio.
Poi unisce i canditi, il liquore, le mandorle e le gocciole di cioccolato e da ultimo lo zafferano sciolto in un cucchiaio di latte caldo.

Stende la frolla in un disco piuttosto sottile, lasciandone da parte un pochino per le strisce di pasta che decoreranno il dolce.
Fodera con la carta da forno la tortiera e mette la pasta all'interno.
Poi farcisce con la crema di ricotta.
Completa con le strisce di pasta e inforna a 180°C per 40 minuti.





mercoledì 5 novembre 2008

Strudel di mele e mandorle









Con questa ricetta di strudel di mele partecipo

alla raccolta di ricette di torte/dolci con le mele di essenza di vaniglia

La storia dello strudel di mele non ha origini altoatesine, né austriache, come di primo acchito si potrebbe pensare.
Tutto inizia in Turchia, dove tuttora si prepara un dolce dalla tradizione antichissima chiamato Baclava, a base di frutta secca e pane ammorbidito nel vino dolce o preferibilmente in un liquore intenso, tipo il brandy. Questo ripieno è poi avvolto in una pasta molto sottile, non lontana parente della pasta sfoglia e della pasta fillo, che però non è né l'una né l'altra.
Ma cosa c'entra la Turchia con Vienna e col Sud Tirolo, dove questo dolce è servito sempre, come specialità del luogo, come imperdibile raffinatezza?
Nel Cinquecento, il sultano Solimano conquistò l'Ungheria, invase Buda e minacciò l'intera Austria. In quel periodo, coi moltiplicarsi degli scambi politici, economici e culturali anche il Baclava arrivò in Europa ed ebbe fortuna. Perciò i cuochi ungheresi, tedeschi e austriaci iniziarono a sperimentare e variare, introdussero le mele (che in quelle regioni sono buonissime) come ingrediente principe e voilà..

Strudel di mele e mandorle


Occorrente: cucchiaio, bilancia, forno, impastatrice o macchina per il pane, pennello da cucina, carta da forno, teglia, ciotole


Ingredienti


Per la pasta strudel:
150 g farina di forza o Manitoba
50 g burro sciolto
1 uovo
3 cucchiai acqua calda
scorza limone grattugiata

Per il ripieno:
800 g mele golden
50 g uvetta sultanina
50 g amaretti sbriciolati
50 g mandorle dolci
60 g fruttosio
2 cucchiai cannella
2 chiodi di garofano pestati
una tazzina di brandy
succo di 1 limone

1 albume


Procedimento


Venendo alla mia ricetta invece, vi racconterò che, innanzitutto sono partita dalle mele, Golden e Granny Smith, perché a me piace più la varietà aspra e croccante di quella dolce e farinosa.


Dopo di che non ho ripiegato su una pasta sfoglia già pronta, ma ho prodotto una pasta strudel con il programma impasti della macchina del pane. Ho utilizzato 150gr di farina di forza, un uovo, 50gr di burro sciolto e 3 cucchiai di acqua calda e un po' di scorza di limone per dare un aroma più gradevole.

Ho sbucciato e tagliato a cubetti le mele, le ho bagnate di succo di limone, aromatizzate di cannella e chiodi di garofano e mescolate agli amaretti pestati, alle mandorle e all'uvetta sultanina rinvenuta nel brandy.
Ho steso la pasta in un rettangolo sottile, l'ho riempita di mele & co, ho arrotolato il tutto e sigillato con l'albume e infornato a 190°C per 40 minuti.




Una volta pronto l'ho spolverato con zucchero a velo.

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