
lunedì 16 novembre 2009
Il guerrilla restaurant

domenica 1 novembre 2009
Filetto di maiale in crosta con insalata di zucca
Brief
La ricetta

Occorrente: teglia, forno, carta da forno coltello, pennello da cucina, pentola + accessorio per la cottura a vapore, schiaccianoci, casseruola
Ingredienti
Per l'insalata
1 zucca gialla piccola
1 radicchio di Treviso grande
7-8 noci
aceto balsamico
olio e.v.o.
sale
Per lo strudel
1 rotolo di pasta sfoglia già pronta
1 filetto di maiale da 800 g
400 g bietole
100 g prosciutto cotto
60 g Parmigiano Reggiano a scaglie
1 rametto di rosmarino
3-4 foglie di salvia fresca
2-3 cucchiai olio e.v.o.
1 uovo sbattuto per pennellare
Procedimento
Pulire la scorza della zucca con un panno umido, tagliarla a spicchi molto grandi, senza però rimuovere la scorza stessa e sistemare gli spicchi su una teglia coperta di carta da forno e cuocerla in forno caldo a 200°C per 20 minuti circa. A questo punto sarà molto più semplice rimuovere la scorza dalla polpa, mentre la zucca conserverà un sapore e una consistenza che altri sistemi di cottura non hanno il potere di preservare.
Lavare il radicchio sotto acqua corrente, asciugarne le foglie e tagliarle a pezzi di due cm circa.
Tagliare la zucca a fette molto sottili, sgusciare le noci e tagliarle a pezzetti. Sistemare nei piatti un letto di radicchio, coprire con le noci e le fette di zucca e quindi condire l'insalata con olio e aceto balsamico. Regolare di sale.
Per lo strudel invece, regolarsi in base al tipo di pasta sfoglia a disposizione, ovvero se è surgelata, estrarla per tempo dal congelatore, se invece conservata a temperatura ambiente, lo strudel può essere preparato subito.
Sciacquare le bietole sotto acqua corrente e cuocerle a vapore.
Lavare la carne, tamponarla con della carta assorbente da cucina. Scaldare l'olio, col rametto di rosmarino e la salvia in una casseruola, unire la carne e farla dorare per qualche minuto da ambo i lati.
Stendere la pasta sfoglia sul piano di lavoro, ricoprirla con le bietole, il prosciutto cotto, il formaggio e da ultimo posizionare al centro il filetto di maiale. Non è necessario salare troppo, perché il Parmigiano è di per sé già molto sapido...quindi attenzione...Arrotolare lo strudel e chiuderlo bene, pennellando i bordi di uovo sbattuto. Lucidarne la superficie sempre con l'uovo e infornare per 35-40 minuti a 200°C.
Una volta cotto, estrarlo dal forno e prima di tagliarlo, aspettare che raffreddi un po', altrimenti l'operazione sarà più difficile e la pasta sfoglia risulterà tutta sbriciolata. Un coltello affilato, meglio se a seghetta, verrà sicuramente in aiuto.
venerdì 30 ottobre 2009
Cheesecake all'Irish cream
200 g farina integrale
80 g burro
1 uovo + 1 tuorlo
1/2 bustina lievito vanigliato
buccia grattugiata di limone
6-7 gocce tic
200 g formaggio Philadelphia Yo
3-4 gocce Tic
2 uova
1 bicchierino liquore Irish cream
200 g panna montata
Si frulla il formaggio Philadelphia con le uova, si aggiunge il liquore e da ultima la panna montata.
Si stende la pasta in una tortiera, si farcisce di crema e si livella bene.
Per la cottura, ho sperimentato il sistema del bagnomaria e da allora non me ne sono più liberata. La torta infatti cuoce senza formare bolle e senza avere quella consistenza sabbiosa che il formaggio rappreso tende a prendere. Il risultato è invece una crema fondente, liscia e che si scioglie letteralmente in bocca. Basta impostare la temperatura del forno intorno ai 180°C e lasciare cuocere per circa un'ora.
domenica 18 ottobre 2009
I panini al sesamo

Occorrente: macchina per il pane, forno, bicchiere, cucchiaio, cucchiaino, teglia da forno
Ingredienti
3 bicchieri di farina manitoba
1 bicchiere di latte tiepido
2 cucchiai di zucchero semolato
1 cucchiaio di lievito di birra
2 cucchiai di burro fuso
abbondanti semi di sesamo
bianco d'uovo per lucidare
Procedimento
Dalla mia vacanza siciliana, credo di essere ritornata con la sesamite addosso. Una rara malattia che mi porta a decorare grissini, pane, torte salate, crostini e similia con manciata abbondanti di sesamo tostato.
L'altro giorno è stata la volta di questi sorprendenti panini.

Sorprendenti perché è bastato seguire un paio di furbi accorgimenti leggiucchiati qua e là sulla rete per ottenere un risultato simil-professionale, con somma esultanza del parentado che i panini li ha assaggiati, gustati, divorati.
Allora il primo accorgimento sta nella temperatura del latte. Ovvero, se in casa c'è molto caldo, come in estate o se si esagera col riscaldamento, ecco che l'acqua dovrà essere "più fredda" che in inverno o in un ambiente poco riscaldato. Esempio..mi sono regolata sui 25° anziché i 37° che utilizzavo abitualmente. E...magia...l'impasto ha assunto una qualità e una lievitazione indubbiamente migliori del previsto.
Per prepararlo, è stato sufficiente mettere tutti gli ingredienti nella macchina per il pane (insostituibile invenzione della scienza e della tecnica) e selezionare il programma "impasti". Dopo circa due ore ho lavorato poi l'impasto e formato una decina di panini. Li ho posizionati sulla teglia foderata di carta da forno. Li ho lasciati riposare al caldo per circa un'ora, dopo averli pennellati col bianco d'uovo e ricoperti di sesamo.
Sono diventati belli gonfi e rotondi e così li ho portati a cottura a circa 190° per 15-20 minuti.
E il risultato lo vedete in foto.
Peccato non poter fare la prova "assaggio"...ne valeva decisamente la pena.
:-)
giovedì 8 ottobre 2009
Martedì a Mantova
Parcheggi vicino al castello che ti si offre in tutta la sua imponente bellezza. Lo guardi in silenzio e ti senti improvvisamente piccola e incantata. In giro ci sono poche persone, c'è abbastanza buio per perdersi e non puoi fare a meno di alzare gli occhi. L'architettura in penombra e il profilo dell'acqua debolmente mosso dal vento evocano decisamente atmosfere d'altri tempi e la tua immaginazione vaga, libera e serena, oltre il Po', oltre la campagna, le strade, i volti delle persone, il volto della persona che ti accompagna.
C'è una cena che ti aspetta. O meglio che VI aspetta.

L'Antica Osteria Fragoletta ti accoglie con la sua ospitalità un po' rustica e familiare. Come si legge anche nel sito, Fragoletta era un personaggio del teatro di Carlo Goldoni. Un personaggio del quale non ti ricordavi, ma fa sempre piacere sapere l'origine dei nomi dei ristoranti, spesso così banali da sembrare scelti a caso.
Scegli un piatto di pesce (baccalà cotto in tegame con radicchio gratinato) e ad accompagnare c'è un calice di rosso che negli intenti voleva essere più entusiasmante, ma che fino all'ultimo, per quanto scaldato, lasciato respirare, accompagnato con le pietanze, col pane, bevuto piano, non ti ha proprio convinto.

Non ho preso i celebri tortelli di zucca, perché per una cena mi sembravano un po' troppo.
Vorrà dire che dovrò ritornare..
venerdì 18 settembre 2009
Trapanando

Ventosa, affacciata su due mari che si guardano e si fondono: da un lato il Tirreno, dall'altro il Mediterraneo, Trapani (l'antica Drepanon) ha una poesia antica e davvero speciale. Fatta di inconfondibili case di pescatori sul lungomare che proteggono il "cuore nobile" della città, dove sorgono i numerosi palazzi signorili costruiti tra il XVII e il XVII secolo e le chiese più caratteristiche nelle quali, ogni anno, nella settimana di Pasqua, si celebrano i Misteri.
É famosa per tante cose Trapani: per il suo celebre pesto alle mandorle da servire sulla pasta, meglio se si tratta delle busiate artigianali (che prendono il nome dal ferro attorno al quale ogni pezzetto di pasta è attorcigliato, il buso); per il cous cous (buonissimo col brodo di pesce) per la secolare lavorazione del corallo - a proposito se vi dovesse capitare un giro in gioielleria merita davvero - per il sale (imperdibili le saline sia a Trapani che a Paceco) e per la vela.

A settembre, quando il turismo è meno caotico e il clima più dolce, Trapani è sfolgorante e anche i suoi dintorni, sia Segesta (la prima foto) che Erice, città antichissima, arroccata sulla montagna, famosa per i suoi gustosissimi dolci e biscotti profumati, per il celebre castello, le chiese e i monasteri. Si arriva in funivia, ma anche in macchina, per quanto il tragitto un po' tortuoso sia impegnativo e una volta a destinazione non si ripartirebbe più.
Consiglio di entrare nell'Antica pasticceria del Convento e di provare sia le genovesi alla crema che la torta di crema e mandorle ( in una delle foto) : il sapore delle mandorle tostate è paradisiaco. Tra le specialità non mancano la frutta martorana, i mustaccioli, i biscotti, le marmellate di arance, mandarini e limoni.
Per le busiate, non ho resistito a quelle della Cantina Siciliana a Trapani, famoso e "stellare" ristorante consigliato da Slow Food, dove però il servizio ha lasciato molto a desiderare in fatto di velocità e attenzione e dove mi aspettavo di mangiare obiettivamente meglio che altrove, mentre la qualità è piuttosto in linea con altri posti.
Piacevole sorpresa invece per La Locanda dei Frati in via Virgilio 1 (0923/21009), un'osteria - pizzeria dove ho voluto provare sia la pizza che qualche specialità più tipica, come gli arancini, le panelle (in foto), il pesce spada alla griglia, le polpette di sarde, le seppie ripiene (in foto). Il personale è molto carino e disponibile, provate a tornare e vi accoglieranno come foste amici da sempre.
E siccome non si può partire dalla Sicilia senza aver gustato cannoli, gelati e granite, vi segnalo che è da provare assolutamente il gelato al gusto di gelsomino, delicato, ricco di profumi e di suggestioni: qualcosa di fresco, mediterraneo e sorprendente.
I cannoli (grandissimi) sono in grado di soddisfare anche i palati più affamati.
Io ne ho diviso uno in tre perchè non sono amante di dolci e neppure di ricotta di pecora, ma riconosco che meritavano davvero.
Chiudo la carrellata gastronomica con una menzione speciale per il ristorante Le Mura, in via delle Sirene, (0923872622) proprio sul lungomare. Capitata per caso, il primo giorno in cui sono arrivata, ne ho apprezzato tutto, dalle pietanze tipicamente di terra a quelle di mare: il carpaccio di polipo con verdure croccanti (in foto) , la tagliata, la caponata (in foto), l'olio di produzione locale e dal sapore nobile, persino il caffé. L'ambiente è accogliente e raffinato, l'atmosfera, col vento che soffia leggero, i gabbiani e la luce marina è tranquilla e rilassante; il personale affabile e attento.
I vini, sia rossi che bianchi, lasciano generalmente un buon ricordo e rendono ottima testimonianza alla gastronomia locale.
Prima di partire per la Sicilia tutti, ma dico tutti, mi avevano detto "A Trapani mangerai benissimo".
Vero, confermo, ho mangiato benissimo, forse un pochino troppo, ma come dire di no? La Sicilia è uno dei pochi posti dove se non finisci il piatto, viene fuori il ristoratore a chiederti come mai hai rimandato indietro e se c'era qualcosa che non andava. E allora non puoi scontentarli e ti sacrifichi..
Pensavo di tornare ingrassata di 14 kg in meno di una settimana e invece...
Strano, ma ho perso pure del peso. Incredibile!
Città magica nel vero senso della parola, come volevano i miti greci?
sabato 15 agosto 2009
Il brunch di Ferragosto

Ad agosto la natura sa essere particolarmente generosa. Non solo in fatto di luce e di calore, ma anche e soprattutto di frutti. Da sempre questo mese per me significa andare a raccogliere le more di rovo. E visto che le more sanno essere un'ottima fonte di ispirazione, questa mattina ho improvvisato un brunch estivo, approfittando della festa, dell'insonnia, dei colori dell'alba e di un ottimo stato d'animo.

Per la crostata è sufficiente impastare 300g di farina con 150 g di burro a temperatura ambiente, un uovo + un tuorlo, abbondante buccia di limone grattugiata, 50 g di zucchero e mezza bustina di lievito. Si forma una palla, si mette a raffreddare in frigo per circa una mezz'ora. Si unge e infarina una tortiera, si stende la pasta col matterello sul piano di lavoro infarinato, si fodera la tortiera di pasta e su questa si stende la marmellata. Volendo si può decorare con strisce di pasta a formare il caratteristico reticolo.

Chiocciole di pan brioche con frutti di bosco
Lavoro gli ingredienti e lascio lievitare per circa due ore, sgonfio l'impasto, lo stendo nella teglia dove dovrà cuocere e lascio lievitare per un'altra mezz'ora. Dopo di che inforno a 200°C per 15 minuti circa.







