lunedì 27 aprile 2009

Mangiare a Liverpool

Ispirata da un semiregalo aziendale, ovvero un voucher per una notte in albergo, ho colto l'occasione per lanciarmi alla scoperta di Liverpool.
Non tanto sulla via di un pellegrinaggio, perché sia una fan dei Beatles - e qui so già che mi attirerò le ire di chi lo è - quanto perché non ho proprio mai avuto occasione di andarci e di motivi per farlo ne avrei avuti proprio pochi. Quindi mi sono detta: "Perché non scegli una meta fuori dai tuoi normali e/o eventuali itinerari?"

Arrivata ad un orario improponibile (colpa di Ryanair) con un clima improponibile (non a causa di Ryanair) ho trovato una città ben diversa dall'immagine mentale che mi ero costruita prima di partire. Beh veramente anche durante il viaggio.



Liverpool è molto ventosa e questo mi ha letteralmente conquistata.
Ed è anche molto malinconica.
Era piena di cantieri. E strade interrotte e polvere e transenne e men at work.
E di donne inglesi con il termometro corporeo starato che si aggiravano in sandalo e super scollatura sexy con 10°C e un vento degno dei migliori surfisti del mondo.

Come al solito mi sono tuffata nel primo Starbucks per riprendermi dai mesi di astinenza e mi sono aggirata con tanto di tazzona di super cappuccino bollente alla vaniglia tra teenager, famigliole oversize (ma oversize è un eufemismo), immancabili turisti italiani e commesse in pausa caffé.

La Tate Modern consigliatissima sia per gli artisti che vi sono esposti sia per l'ambiente, nella suggestiva area dei Docks.

Quanto al cibo invece, non altrettanto consigliata è l'English breakfast. Adoro mangiare il salato anche appena alzata, ma tra fagioli al ketchup, polpette di frattaglie che sembrano cialde di caffé, la colazione mi è sembrata una sorta di penitenza da scontare per una scommessa persa.

In compenso ho trovato dolci, sandwich e piatti etnici buonissimi.

giovedì 23 aprile 2009

Dolce e salato: pizza all'ananas e prosciutto cotto


Brief

Reinterpretare un grande classico a una pizzata tra colleghi


La ricetta



Occorrente: forno, coltello, bilancia, matterello, testo

Ingredienti

Pasta per la pizza già pronta
prosciutto cotto
ananas a fette
burro di arachidi (facoltativo)

Procedimento


Per chi volesse cimentarsi con la pizza in maniera seria e organizzata, consiglio di leggersi approfonditamente quel vangelo dei lievitati che è il blog di Adriano.

Per chi non avesse tempo di curare l'impasto per 2 giorni e mancasse di particolare perizia ai fornelli, l'industria alimentare viene in aiuto. Un passaggio può essere l'acquisto della pasta dal fornaio di fiducia (come nel mio caso), un altro può essere il suo reperimento in un negozio di gdo, sia al banco frigo che tra i surgelati, un terzo, non necessariamente disdicevole è la preparazione in casa con la macchina del pane. Ognuna di quelle in circolazione contiene nel libretto di istruzioni qualche indicazione su quantitativi di farina acqua e impostazioni. La mia raccomanda di usare 3 bicchieri di farina Manitoba, uno di acqua tiepida, un cucchiaio di olio, uno di zucchero e un cucchiaino rispettivamente di lievito di birra secco e di sale. Il programma impasti svolge il suo lavoro in due ore circa. Trascorso questo tempo prelevo l'impasto dal cestello e lo modello e lo cuocio a mio piacimento.

Dopo che vi sarete procurati il Graal, si potrà procedere alla sua lavorazione e farcitura.
Preriscaldare il forno alla massima temperatura (bisogna simulare il calore di un forno a legna, che funziona come una piccola fornace a dire la verità quindi non abbiate paura ad esagerare), stendere la pasta su un piano infarinato. Darle la forma e lo spessore desiderati - nel mio caso mezzo cm di spessore al centro e un po' di più ai bordi - e sistemarla sulla teglia unta.
Naturalmente anche questo momento racchiude in sé una magia speciale. Modellare la pasta per la pizza è frutto di perizia estrema, dedizione, pratica, passione, gioco e ars. A Salsomaggiore si tengono anche i campionati mondiali di pizza...
Se il sapore non vi disturba, imburrate la pasta con il burro d'arachidi (è una di quelle cose che o piace o disgusta senza mezzi termini) e ricoprite di prosciutto cotto tagliato a fette non troppo sottili e ananas. Anche in assenza di burro di arachidi la pizza è buona comunque.
Lasciate cuocere 5-10 minuti stando attenti a non carbonizzare né il prosciutto che è di per sé delicato, né la frutta, che tende a caramellare.
Se poi avete fame, vino rosso e una tovaglia a quadretti per guarnire, il piatto è perfetto

sabato 18 aprile 2009

Fiori e fragole



Brief

La Sposadelvento adora ricevere fiori e mangiare fragole


La ricetta


Occorrente: stampo per torte di 24 cm di diametro, piatto da dolce, fruste elettriche, spatola, coltello dentellato, filo di nylon, bilancia elettronica, cucchiaio, casseruola e ciotola in vetro pyrex, sbuccia limoni

Ingredienti
4 uova
120g farina 00
80 g zucchero
buccia d'arancia
mezza bustina di lievito
20g burro
4 fogli di gelatina alimentare
200 g cioccolato fondente
200 ml panna da montare
200g ricotta vaccina
2 cucchiai di Cointreau
un cucchiaio di estratto di vaniglia
400ml panna
tic
fragole
1 pacchetto di biscotti da gelato al cioccolato


Procedimento

Fragole e fiori come antitodo all'inverno che non vuole lasciare la scena alla primavera. Metaforicamente e metafisicamente l'inverno peggiore è quello dell'anima.

Per preparare questa torta alle fragole, bisogna mettere in conto di voler passare un intero pomeriggio tra i fornelli. Che può significare un'esperienza paradisiaca, specie se siete consapevoli del piacere che la torta genererà nel o nei fortunati destinatari. Che può significare una storica e sacrosanta scocciatura e allora tanto vale comprare il dolce il pasticceria. Ma io ovviamente non sono mai stata di questa parrocchia.
Ergo ho montato le uova con lo zucchero a bagnomaria (si, a bagnomaria!) e poi ho aggiunto la buccia d'arancia, la farina e da ultimo il burro fuso, ma non caldo. Ho versato in uno stampo da dolce, infornato per 25 minuti a 150 °C perché ho un forno muy caliente e una volta terminata la cottura ho trasferito la torta su una griglia e lasciato raffreddare.
Quindi ho preparato la farcitura al cioccolato facendo sciogliere i 200g di fondente a bagnomaria. Da freddo o quasi ho aggiunto il cioccolato alla ricotta. Ho montato la panna e amalgamato la vaniglia liquida. Ho ammollato in acqua fredda e strizzato bene la gelatina, l'ho fatta sciogliere sul fuoco con qualche cucchiaiata di Cointreau. Continuando a mescolare con cura l'ho fatta raffreddare e l'ho aggiunta alla crema di ricotta e cioccolato. Da ultima ho unita la panna e messo a rassodare in frigo per qualche minuto.
Ho inciso il bordo della torta col coltello, ho infilato il filo di nylon e tagliato la torta in due dischi.
Ne ho rimesso uno nello stampo, ho farcito con la mousse e ricomposto la torta. Dopo circa 6 ore
ho estratto la torta dallo stampo e l'ho ricoperta di panna montata e fragole, completando la decorazione coi biscotti.
I fiori? beh fa sempre bene al cuore riceverne, no?
Beh anche donarne..




giovedì 16 aprile 2009

Quiche Lorraine

Brief


Se la Sposadelvento ha nostalgia della Francia, cioè praticamente una volta alla settimana



La ricetta



Occorrente: tortiera di 26 cm di diametro, matterello, casseruola, ciotola, carta alluminio, fagioli secchi

Ingredienti
Per la pasta brisé
200 g farina di grano tenero
70 g burro
1 uovo
1 cucchiaio acqua fredda

Per la farcitura
200g pancetta
erba cipollina (a piacere)
una spruzzata di noce moscata
200 ml panna fresca
100g Emmental
2 uova e 2 tuorli
sale e pepe

Procedimento

Come spesso accade per le ricette straniere, abituarsi a mangiare un piatto in Italia e poi un bel giorno assaggiarne la versione "originale" o comunque preparata nel luogo di provenienza può essere un'esperienza straniante. Una di quelle che ti lascia in silenzio, che ti fa guardare negli occhi il o i commensali e comunicare con quello sguardo e con quel silenzio che significano "ah, beh, ma è tutta un'altra cosa..."
Con la quiche Lorraine per me fu cosí.
Per prepararla in casa, senza avere la pretesa di eguagliarne gusto e fragranza, ho provato questa ricetta. E ho deciso di postarla per tutte le volte che mi salirà nostalgia della Francia.
Per la pasta brisé si procede semplicemente riunendo gli ingredienti in una terrina, li si amalgama cercando di lavorare la pasta il meno possibile e si lascia riposare in frigo per almeno mezz'ora.
Si fa saltare la pancetta tagliata a cubetti in padella, senza aggiunta di grassi, si aromatizza con un po' di erba cipollina. Si grattugia il formaggio e in una ciotola si sbatte la panna fresca con le uova e i tuorli. A questo composto si aggiungono noce moscata e un po' di sale. Poco perché la pancetta è generalmente piuttosto ricca di sodio, specie se si usa quella affumicata.
Si stende la pasta nella tortiera, aiutandosi con il matterello e con un po' di farina sul piano di lavoro. Si riveste con della carta alluminio e si stendono sopra dei fagioli secchi. Quindi si inforna a 180°C per 15 minuti, si estrae e si rimuovono fagioli secchi e carta alluminio, si lascia proseguire la cottura per altri dieci minuti. Trascorso questo tempo si farcisce di formaggio, al centro si posizionano i cubetti di pancetta salata e sopra la crema.
La cottura anticipata della base di questa quiche permette di avere un risultato migliore, perchè altrimenti con un ripieno umido il rischio che la torta risulti poco fragrante è praticamente assicurato.
Io non esagero mai con la temperatura del forno, ergo ho optato per 170°C e circa 40 minuti. Tuttavia ogni forno è un mondo a parte e va conosciuto e addomesticato.
Va servita tiepida, quindi organizzarsi coi tempi, è l'ideale.
Se poi ad accompagnarla avete un bel bicchiere di bianco alsaziano...c'est magnifique

giovedì 9 aprile 2009

Parfait alle fragole

Brief

Un dolce primaverile, con le fragole, da servire nel bicchiere


La ricetta




Occorrente: fruste elettriche, ciotola, recipiente per montare la panna, coltello, bilancia elettronica, padellino, cucchiaio

Ingredienti
4 frollini sbriciolati
4 cucchiai di mandorle a scaglie
4 cucchiai di fiocchi d'avena
500 ml crema di yogurt
200 ml panna da montare
4 cucchiai di miele d'acacia
1 bustina di vaniglina in polvere
fragole

Procedimento

Il parfait è una preparazione raffinata per eccellenza, dalla consistenza morbida e fondente che lo rende particolarmente goloso. Il più noto è siciliano e contiene mandorle come ingrediente principe. Attenzione, non c'è soltanto nella versione dolce o fruttata, ma anche e soprattutto in quella salata, a base di crostacei.
Domenica scorsa io l'ho preparato alle fragole (che mangerei sempre!)
E qui di seguito vi racconto come l'ho fatto.
Lavare le fragole e tagliarle a pezzetti. Tostare le mandorle in un padellino assieme ai fiocchi d'avena. Montare la panna e aggiungerla allo yogurt, al miele e alla vaniglina in polvere.
Mettere un po' di fragole a pezzetti sul fondo dei bicchieri, coprire con la crema di yogurt, versare sopra le briciole di biscotto, un po' di mandorle e fiocchi d'avena tostati e coprire nuovamente con la crema di yogurt, quindi con le fragole.
Decorare a piacere con fettine di fragola, ciuffetti di panna, topping al cioccolato, ecc, ecc.

lunedì 6 aprile 2009

La Sposadelvento partecipa alla raccolta di Pippi





Curiosando nella blogosfera culinaria mi sono imbattuta in una raccolta che mi piace particolarmente, così ho pensato di partecipare anche io, segnalando due diverse ricette a tema strudel: una salata che trovate qui e una dolce, quasi un classico gastronomico, a base di mele che trovate qua.

Comunicato stampa: La Sposadelvento riceve un nuovo premio




COMUNICATO STAMPA

Da Latanadelgusto alla Cucina della Sposa: un nuovo premio da appendere in bacheca


ore 13:36 La Sposadelvento è al suo desk intenta a stendere l'ennesimo comunicato. Il pensiero vola al tanto trascurato diario di cucina online e così di comunicato in comunicato si arriva finalmente ad un aggiornamento. Un aggiornamento che interrompe il protratto silenzio dovuto alla necrosi tecnologica del computer domestico, al troppo lavoro diurno.


Ringrazio la Fra per aver pensato a me in questa occasione. Espongo volentieri la targa e auguro a tutti quelli che passeranno di qua una buona settimana pre-Pasqua.

A mia volta giro questo premio a:

Imma perché i suoi dolci sono capolavori
Lenny perché il suo blog è un panegirico della creatività
Laura perché il suo blog lo leggo spesso
Letizia perché nelle sue creazioni c'è un'incontenibile ironia
Sara per il romanticismo del suo blog
Susina perché c'è un tocco naif e poetico nei suoi pasticci e deliri

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