mercoledì 6 agosto 2008

Torta con l'ananas




Ho preparato questa torta con l'ananas in occasione di un pomeriggio estivo tra amici e colleghi. Il "la" è arrivato con un invito estivo da parte di Davide C. a passare un pomeriggio nella sua casa di campagna a Neviano degli Arduini, poco lontano da Parma.
Un mojito-torta fritta della nonna Ennia rinforzato, che nella mia mente ha attivato l'associazione con frutta, frutta estiva, frutta magari tropicale, dolce non al cucchiaio perché col caldo poteva alterarsi nella forma e nel sapore, torta secca, ma non da colazione.
E così è nata questa torta all'ananas...





Torta con l'ananas

Occorrente: fruste elettriche, forno, tortiera, ciotola capiente, spatola, bilancia


Ingredienti

1 ananas fresco
200 g farina
100 g zucchero
3 uova
buccia grattugiata di limone
1 bustina lievito vanigliato
125 g yogurt naturale

Procedimento


Io comincio tagliando sbucciando e tagliando l'ananas prima a fette e poi a cubetti.
Poi accendo il forno, ma temo che la temperatura del mio non faccia fede granché perché il forno della cucina della Sposadelvento, è mooolto capriccioso (assomiglia alla padrona) e quindi ogni tanto esagera col calore, ogni tanto perde i colpi, insomma, bisogna saperlo prendere.
Tornando alla ricetta, si va in maniera classica, ovvero, sgusciando le uova in una terrina dai bordi alti (perché sennò durante la preparazione si sporcherà ovunque) Poi si aggiunge lo zucchero e si sbattoneo le uova finché diventeranno bianche e spumose. Cercare di ottenere questo effetto a mano richiede troppo tempo, e la cuoca moderna, si sa, anche in ferie, di tempo ne ha sempre poco.
Poi si aggiungono al composto di uova e zucchero lo yogurt, la buccia di limone, la farina, il lievito e da ultimo l'ananas tagliato a cubetti.
Mescolare bene e trasferire il composto nella tortiera.
Livellarlo con la spatola e infornare per 30-35 minuti (teoricamente a 180°C)

martedì 5 agosto 2008

Il vino di una notte

Il mondo del vino rosato è sempre stato vittima di pregiudizi e scarsamente considerato sia dai bevitori comuni che dagli addetti ai lavori. (E naturalmente io di cose rare, poco apprezzate o svalutate dai più vado sempre a caccia come una rabdomante.)
C'è addirittura chi pensa sia figlio illegittimo di una mescolanza ibrida di bianco e rosso, chi lo considera un non-vino "debole", dal gusto asprigno o stucchevole perché troppo fruttato.
Personalmente invece d'estate trovo che si faccia davvero apprezzare, soprattutto nella varietà di champagne, per esempio quando arriva l'ora dell'aperitivo, o il menù è a base di pesce crudo.

Curiosando online ho scoperto che nel processo di produzione conta moltissimo il tempo di macerazione nel mosto delle bucce d'uva (rigosoramente a bacca rossa) e che questo tempo si può ridurre a un solo giorno o a una sola notte.
Il vino di una notte attiva nella mia testa infinite suggestioni, perciò dopo aver letto questo, stimo realisticamente un raddoppio certo dei miei attuali consumi. Per completare il capitolo delle suggestioni (specie per chi come me ha un passato dark) dirò inoltre che in alcuni casi, vedasi lo champagne rosé, si ricorre a un procedimento dal nome di salasso o sanguinamento, utilizzando il mosto del vino rosso per arricchire di tannini, polifenoli e sostanze aromatiche il vino rosato in lavorazione.

Una sacra investitura


Tutto cominciò con un invito da parte di un frate.

Avevo quattro anni, l'argento vivo addosso, il soprannome di "streghetta", taglio di capelli e look rigorosamente uguale a mio fratello e la curiosità di una scimmietta.

Qualcuno dice che sono ancora la stessa, ma non voglio dilungarmi..
Il frate, da buona forchetta e soprattutto da gran goloso qual era, mi consegnò tra le manine un dono dal valore per me all'epoca inestimabile: il ricettario di Maria Rosa by Bertolini,(sì quella del lievito in polvere) col preciso compito di imparare a preparare la ciambella.
Purtroppo il frate non ha mai saputo che a distanza di 22 anni avrei aperto un blog di cucina e che con le ciambelle mi sarei esercitata a lungo.

Si compiva così in piena regola la mia solenne investitura ai fornelli, impartita, come voleva la tradizione medioevale, da un ministro di Dio. Non so se sia stato meglio o peggio di una investitura impartita eventualmente da un'autorità imperiale e sinceramente mi sento già una privilegiata così.
Qui si possono ancora ricercare i vari gingle degli spot della Bertolini in cui c'era Maria Rosa.
Riascoltarli oggi fa così tenerezza..
E sempre sul sito ho trovato pure un'immagine del personaggio in questione.




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